Voglio mettere qualche pagina delle cronache del mono emerso [che casualmente è il mio libro preferito].
Il giorno seguente la luce era abbastanza intensa e la vegetazione sempre più rigogliosa. Camminavano in silenzio, Sennar innanzi e Nihal dietro, quando il mago d'un tratto si fermò. «C'è qualcosa che non va?» chiese Nihal, la mano già sull'elsa della spada. Sennar si voltò, sul suo volto era stampato il primo sorriso ad molto tempo. «Aspetta qui» disse e si gettò tra i cespugli. «È successo qualcosa?» chiese di nuovo Nihal, mentre sguainava la spada. «Non ti preoccupare!» le rispose una voce lontana. Nihal restò sola nel bosco con la spada in pugno, senza sapere cosa fare. Guardava preoccupata nella dierzione in cui il mago era scomparso e quando non sentì più alcun rumore lo chiamò, ma non ricevette risposta. «Sennar!» gridò ancora. «Sennar!» In quel momento lo vide uscire dagli arbusti. Aveva alcuni graffi sulle guance e le mani arrossate dai tagli; le teneva unite a coppa e si stringeva qualcosa al petto. Nihal gli corse incontro. «Si può sapere cosa sta succedendo?» chiese irritata. Sennar sorrise ancora e dischiuse le palme. Nihal intravide qualcosa di rosso. «Cosa...?» «È passato tanto tempo che non ricordi più quando andavamo nella foresat a coglierli?» chiese Sennar «Sono lamponi.» Quei frutti le riportarono alla mente molti ricordi. Guardò Sennar e le parve di rivederlo com'era quando l'aveva conosciuto, prima che tutta quella storia avesse inizio. Gli appoggiò una mano sulla guancia. «Non voglio più che ti faccia del male per me...» disse, mentre sfiorava un graffio, poi lo abbracciò.
[...]
Sennar levò gli occhi. «Nella radura in cui abbiamo combattuto io e Laio, ho ucciso un uomo e i fammin che erano con lui.» Esitò. «Ho usato una magia proibita.» Nihal alzò di scatto la testa. «Non l'ho fatto per difendere me o Laio, l'ho fatto per la smania di uccidere, perchè desideravo che non rimanesse nulla di loro.» Pronunciò quelle parole con rabbia, ma anche con una sorta di tragica calma. Sapeva che Nihal poteva capirlo, che condivideva il suo stesso dolore. «Come vedi, mentre tu scoprivi l'orrore dell'uccidere, io ne sperimentavo la voluttà» concluse il mago con un triste sorriso. Nihal lo guardava in silenzio. «Ora anch'io sono un assassino, ma non lascerò che questo mi impedisca di andare avanti, non finchè ci sarà qualcuno che ha bisogno di me.» Le sue parole si spensero sulla spalla di Nihal, che gli si era buttata al collo e lo stringeva con forza. Anche lui la abbracciò, le accarezzò la schiena, seguì la morbida curva della spina dorsale, risalì verso le spalle, quindi si soffermò con dolcezza sul collo, sotto l'attaccatura dei capelli. In quel momento sentì di avere bisogno di lei, provò il desiderio di esserle il più vicino possibile. Stava per baciarla, quando Nihal d'improviso si allontanò e si sciolse dall'abbraccio. Era rossa in volto e non ebbe il coraggio di guardarlo. Anche Sennar abbassò lo sguardo e chiuse gli occhi. Ritrovò la calma, si diede dello stupido e si mise in bocca un paio di lamponi, sempre con lo sguardo basso. «Riposiamoci qui, per oggi...» disse Nihal piano, con una voce turbata, quasi spaventata. Finirino di mangiare in silenzio. Per la prima volta da quasi un mese videro un tramonto e l'oscurità calò sul loro imbarazzo.
Fine! Bacini, bacioni bacetti a tutti!
ciao SOCIA =)
RispondiEliminaCiao nipotina mia! Dimmi il più presto possibile che ne pensi del blog. Tanti Bacini, bacioni bacetti da tappanasina!
RispondiEliminaciao bella
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